Pay TV pirata : multe salatissime e rischio carcere


La “pirateria” in senso informatico è tutto quello che riguarda attività illecite tramite l’utilizzo di quelli che sono gli strumenti informatici, in violazione alle norme giuridiche dello Stato, esempio la contraffazione di un software o l’utilizzo e divulgazione di contenuti audiovisivi riservati. 

Ciò che sta dilagando in maniera incontrollata è il guardare e visionare illegalmente programmi tv a pagamento.

Bisogna , però, avere il “pezzotto” , un dispositivo tale da poter guardare illegalmente canali a pagamento come Sky, Netflix, NOW Tv senza il regolare abbonamento ; ovviamente ciò è REATO.

Oltre alle tante sanzioni in cui uno può ricadere, succede che si passano i propri dati sensibili , come dati bancari e anagrafici, a vere e proprie organizzazioni criminali.


Ma come agiscono?

I “pirati” informatici acquisiscono e ricodificano la maggior parte dei programmi delle diverse Pay Tv, per poi andarli a distribuire online andando a sottoscrivere un abbonamento illegale, facilmente , tramite smartphone, pc o decoder collegati a internet.

Questo fenomeno è in grande crescita proprio perché alletta davvero tanto poter assistere alla partita del cuore in maniera gratuita o quella di Formula, di MotoGP o ancora guardare sere tv e film tutte in modo gratuito, però è un ILLECITO,punibile con multe e reclusione; un giro d’affari, che in Italia, è di oltre 200 milioni di euro.

Abbiamo parlato di “pezzotto”, ma alla fine cos’è e a cosa serve?

È un dispositivo che permette di ricevere i canali televisivi attraverso lo streaming online , grazie al sistema IPTV (Internet Protocol Television).

È un decoder pirata acquistabile al prezzo di 50-60 euro e consente di connettersi ad un tot di canali andandone a decriptare il segnale, oppure servendosi di app dedicate o credenziali di accesso.

Dopo aver sottoscritto un abbonamento, molto spesso con ricariche Postepay , viene inviato un codice e tutti i canali desiderati appaiono sui dispositivi connessi a internet tipo: tablet, cellulari, smartTv sui quali sono state installate delle app ad hoc.

Può capitare di diventare pirata anche ingenuamente, andando a connettersi, senza esserne consapevoli, a siti che trasmettono contenuti ad accesso limitato, spesso sono portali con inserzioni pubblicitarie di aziende note e che , quindi, danno una sorta di parvenza di sito normale.


Possiamo cercare di proteggerci, facendo attenzione a dei particolari:

  • pop up e annunci pubblicitari sono molto invadenti
  • nel linguaggio ci sono molti errori
  • nel portale è indicato in maniera poco chiara il nome dell'azienda, ubicazione del server, indirizzo fisico e data di creazione del sito.

Noi però possiamo aiutare in questa grande battaglia, come?

Semplice! Andando a segnalare i diversi siti pirata.

Possiamo denunciare gli svariati siti che propongono lo streaming illegale, possiamo segnalarli alle autorità ma non solo, anche ai motori di ricerca, a chi gestisce i social o alla Polizia Postale.


Quali sono i rischi, le sanzioni?

Per quanto riguarda il “pirata” e quindi colui che abusa della tecnologia IPTV a fini di lucro ex art. 171-te si rischia una condanna di reclusione da sei mesi a tre anni e una multa, bella salata, che va da €2.582,29 a €15.493,71.

Per i clienti le sanzioni prevedono la reclusione fino ad otto anni ad una multa di 25.000 euro, oltre le spese legali.

Tutti coloro che procedono, invece, con download illegali di materiale protetto da copyright è punibile con una multa che va dai 154 euro e che può salire fino a 1.032 euro nel caso in cui si sia recidivi e se i contenuti scaricati sono davvero molti.

Per chi compra , oltre a rischiare la reclusione dai sei mesi ai tre anni, rischia di vedersi contestato anche il reato di ricettazione, punibile con una reclusione dai due agli otto anni e una multa che va dai 516 euro fino ai 10.329,14 euro.


Altro problema è lo Streaming, quando capire quando è illegale e quando no.

Lo streaming è un sistema per la trasmissione di sistemi audio e video provenienti da internet e ci permette di visualizzare e ascoltare tutti i segnali provenienti da un server e questi sono ricevuto da nostro dispositivo, che sia un tablet, un po’ , uno smartphone , senza, però, averli prima scaricati.

Questo sistema, quindi, ci consente di vedere le nostre serie tv preferite, la partita del cuore , in qualsiasi momento purché abbiamo una connessione internet e un abbonamento a piattaforme.

Seguendo questi parametri, lo streaming è assolutamente legale perché da un lato abbiamo qualcuno che ha acquistato previamente i diritti e pagato, ovviamente, le licenze, dall’altro abbiamo una serie di utenti che si godono lo spettacolo avendo pagato un abbonamento per godere di tale servizio.

Se invece guardiamo qualcosa su un sito che non ha le giuste autorizzazioni , dobbiamo fare una distinzione tra chi ha fornito il servizio e la persona che usufruisce di tale servizio.


Non va a commettere nessun illecito e quindi salvo da sanzioni, la persona che va ad usufruire del servizio andando a guardare i contenuti riservati, mentre chi rischia una bella sanzione amministrativa è colui che va a scaricare il contenuto protetto e quindi fa il download di quel contenuto , multa di 154 euro e confisca del materiale scaricato.

Per chi , invece , fornisce tale servizio andiamo sul penale ; se si va a diffondere a scopo di lucro si rischia la pena di reclusione da sei mesi a tre anni e multe da 2.582,00 euro fino a 15.493,00 euro. Se il file viene condiviso senza alcun scopo di lucro , non vi è reclusione ma multe che vanno dai 51 euro fino ai 2.065,00 euro.

Infine , se noi andiamo a sottoscrivere un abbonamento illegale o un sito che rende visibili i nostri dati sensibili quali dati anagrafici e bancari, possono essere utilizzati da bande di criminali per commettere truffe. Infatti , una delle paure più ricorrenti in tutti noi, è la clonazione della carta ma non solo anche il giro d’identità.

Questi dati sensibili rappresentano una una risorsa fondamentale per i siti pirata che possono creare una database dal quale poter attingere, per poter effettuare attacchi informatici mirati.


scritto da Marilena Maresca il 22 gennaio 2021



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