Come e quando fare reclamo per truffe Pay TV


Quando parliamo di Pay TV ci riferiamo agli abbonamenti che ci permettono, dietro pagamento di una somma di denaro da versare al provider, di accedere ai programmi di un’emittente televisiva in digitale terrestre o pay-tv satellitare. Molto spesso, le offerte possono anche arrivare a fruire di TV da vedere on-demand o in streaming mediante piattaforme web apposite.

È innegabile, si tratta di servizi altamente tecnologici e al passo con i tempi, visto che si possono utilizzare con il PC, smart TV, tablet e smartphone con canali dedicati allo sport, a serie TV, all’informazione, a documentari e altri contenuti ad hoc. 

Tuttavia non è raro che i consumatori sperimentino una brutta esperienza con il proprio provider televisivo. Quali sono i principali disservizi registrati dagli utenti e come farvi fronte? 


Disservizi Pay TV: occhio ai termini del contratto


Ciò che capita spesso a molti utenti è di non riuscire a fruire per alcuni giorni del servizio Pay TV.

Quello che viene subito da pensare è procedere alla risoluzione anticipata del contratto per trasferirsi, cambiare fornitore di servizi via cavo o magari passare a un servizio di streaming. Ma non è così semplice, perché si è vincolati di fatto a questa società da un contratto. 


Non resta dunque, in via preliminare, che verificare se il servizio descritto nei termini contrattuali sia o meno corrispondente a quello reso. 
Per scoprirlo, la prima cosa da fare è verificare cosa sia previsto appunto, nello specifico, nel contratto anche al fine di scoprire quali sono le condizioni per recedere e si applicano penali sproporzionate. 

Nel caso si abbiano difficoltà interpretative ci si può sempre affidare ad appositi servizi online pensati a tutela dei consumatori in grado di sciogliere eventuali dubbi in merito.


Verifiche preliminari al reclamo per disservizi Pay TV


E’ bene, prima di intraprendere ogni iniziativa, verificare che non si tratti di problemi tecnici legati all’impianto satellitare, al decoder o alla stessa TV.  E’ bene anche accertarsi che tale condizione non sia determinata da un disturbo al segnale satellitare dovuto, ad esempio, a condizioni atmosferiche particolarmente avverse. 

Potrebbe, ancora, trattarsi di problemi alla linea internet di casa.  Preliminarmente al reclamo, è giusto poi porsi anche questi interrogativi: 


Ci sono stati aumenti di commissioni non previsti dal contratto?

Si sono verificati incidenti tecnici, non dovuti al tuo impianto, che ti hanno impedito di vedere la Pay TV?  Si è rilevata nel contratto sottoscritto una pubblicità ingannevole magari riferita a canali offerti ma in realtà non visibili? 

Effettuati questi accertamenti preliminari potresti pensare, prima di intraprendere altre soluzioni, di convincere il supervisore o un rappresentante del servizio a consentirti di uscire dal tuo piano senza essere assoggettato a nessuna penalità. Si tratta di una richiesta più che legittima, visto che non è stato, di fatto, fornito il servizio promesso dal contratto sottoscritto.


Passaggio successivo: reclamo


Se non riesci a risolvere in questo modo il problema puoi procedere a fare un reclamo ufficiale inviando una comunicazione al servizio clienti del provider televisivo mediante raccomandata A/R fornendo i tuoi dati e numero telefonico, indicando le ragioni della richiesta.

Prima di farlo, è sempre possibile contattare la società fornitrice utilizzando contatto telefonico e/o indirizzo e-mail indicati nel sito. Così facendo ti verrà assegnato un codice identificativo tracciabile e il tuo provider si impegnerà a valutare il reclamo e la sua fondatezza, con esito e definizione generalmente entro 30 giorni dal ricevimento del reclamo. 

In questo lasso di tempo il gestore dovrebbe provvedere, nei tempi necessari, a rimuovere le irregolarità e a sanare eventuali danni arrecati dal disservizio.  

Se il reclamo presentato al proprio fornitore non dovesse sortire i risultati attesi e desiderati, allora si potrebbe rendere necessario avviare la procedura prevista dal nuovo Regolamento per la soluzione delle controversie (delibera 203/18/CONS).

In consiglio che ci sentiamo di dare a tutti i consumatori è il seguente: prima di intraprendere ricorsi nelle sedi legali meglio avvalersi dell’aiuto di specialisti in grado di coadiuvare e garantire supporto a tutti i consumatori alle prese con presunte irregolarità contrattuali e disservizi. 

Solo in questo modo si renderà possibile adire le vie legali con la consapevolezza di essere dalla parte della ragione, quindi certi di fare la cosa davvero più giusta.



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