Arrivano i nuovi incentivi auto e non solo


Prima fa un rumorino strano, poi la benzina arriva a prezzi folli e per di più arrivano i sindaci che fanno le zone A B C i varchi le telecamere e le multe salate, ebbene sì, è arrivato il momento di cambiare l’automobile. Si comincia la ricerca, chi la vuole piccola per parcheggiare ovunque, chi ha bisogno che sia affidabile e solida chi fa i conti con i consumi bollo assicurazione e attenzione anche alla supertassa. Prima di mettersi a girare per concessionarie e siti però, è bene sapere che per diverse ragioni, ogni anno vengono erogati dallo Stato dei bonus. La ragione più semplice e immediata a cui si pensa è l’aiuto alla produzione (e vendita), in realtà, ci sono anche ragioni legate al doversi adattare alle indicazioni dei protocolli contro l’inquinamento, a cui peraltro è legata l’erogazione di fondi comunitari. Il fine ultimo sarebbe, è, quello di arrivare ad avere un parco auto circolante che inquini il meno possibile, o meglio ancora per niente. Vediamo quali sono gli incentivi previsti già prorogati anche per il 2021 dal governo e come ottenerli.

Il totale dei contributi statali – settore auto - per quest’anno ammonta a 420 milioni di euro (composti da più voci spalmate sulle diverse manovre economiche) suddivisi in quote diverse per tre fasce di emissione di anidride carbonica - 0-20 g/km, 21-60 g/km e 61-135 g/km. Meno si inquina più si risparmia. A partire dal 1° gennaio fino a esaurimento fondi e comunque entro il 30 giugno, per le auto con emissioni di co2 (anidride carbonica) da 61-135 g/km e al 31 dicembre per quelle con emissioni inferiori, da 0-60 g/km. Va anche detto che le agevolazioni cambiano a seconda che si abbia o meno una vettura da rottamare. Le quote sono 10.000 € per la fascia inferiore di emissioni della nuova auto, quindi da 0 -20 g/km rottamando la vecchia auto, che scendono a 6000 senza rottamazione. 6500€ per la seconda fascia che diventano 3500 e infine 3500 con rottamazione per le auto con emissioni da 61 – 135 erogati solo con rottamazione. In ogni caso il prezzo della vettura nuova non può superare i 61.000.

Chi ha un ISEE (indicatore situazione economica equivalente) fino a 30.000€ potrà usufruire di uno sconto del 40% sull’acquisto di una vettura elettrica fino a 36,600 € iva inclusa, importante ricordare che l’agevolazione per Isee non è cumulabile con gli altri incentivi.

Va inoltre ricordato che molte regioni e comuni nel 2020 hanno erogato ulteriori fondi per agevolare l’acquisto e anche se al momento non risultano attivi molto probabilmente verranno rinnovati, prima di procedere alla scelta e all’acquisto è bene informarsi anche su quelli.

La procedura per accedere agli sconti previsti, sarà sufficiente prenotare la nuova vettura, sarà poi il concessionario a spiegare cosa serve e inoltrare tutta la documentazione agli enti preposti, nonché a provvedere all’applicazione degli sconti sul totale di spesa.

Gli incentivi alla rottamazione e all’acquisto di auto meno inquinanti, va avanti ormai da qualche anno, nel 2020 è prevalso l’intento di sostenere un settore, quello dell’auto appunto, che a causa della pandemia di coronavirus, delle chiusure e dei mancati spostamenti, ha subito un colpo durissimo. Come si diceva però, gli accordi mondiali sui provvedimenti per diminuire l’inquinamento, vanno messi in pratica e anche se le auto non sono l’unico problema, andare verso un parco macchine circolante elettrico o ibrido è un buon passo avanti nel raggiungimento dello scopo. Per le stesse ragioni, è stato rinnovato nella manovra economica anche il cosiddetto eco bonus per le ristrutturazioni di casa. Qui il discorso si fa un po’ più complesso. Intanto per il 2021 il bonus è stato aumentato al 110%, vediamo a grandi linee per cosa può essere utilizzato. Anche qui lo scopo è migliorare l’efficienza energetica, pertanto sono compresi gli interventi isolanti – il cappotto – ossia l’isolamento termico delle superfici che formano l’involucro dell’edificio

La coibentazione del tetto (mentre lo scorso anno era previsto solo l’isolamento per il sottotetto). Il cambio dei serramenti, la sostituzione degli impianti di riscaldamento estesa agli edifici che siano indipendenti e unifamiliari pur facendo parte di edifici plurifamiliari. (Indipendenti significa che devono avere un ingresso diverso).

Sono stati aggiunti alla lista anche gli interventi per l’abbattimento delle barriere architettoniche, anche se effettuate a uso di ultra sessantacinquenni.

Il cosiddetto efficientamento energetico anche nelle singole unità abitative, posa in opera di schermature solari, impianti fotovoltaici e con delle precise clausole anche l’installazione di postazioni di ricarica per i veicoli elettrici.

Riconfermati anche il bonus mobili ed elettrodomestici (purché questi ultimi siano a maggior risparmio energetico e il bonus facciate. Per questi ultimi non si parla di sconti ma di detrazioni fiscali, con aliquote molto diverse a seconda degli interventi, pertanto se per utilizzare gli incentivi auto, basta affidarsi al venditore, districarsi in questa seconda ondata di bonus, che peraltro fanno riferimento al decreto dello scorso anno in tanti articoli e commi, bisogna affidarsi a dei professionisti del settore, il rischio è di perdere qualche clausola e di conseguenza le agevolazioni.

Ricordiamo inoltre che con modalità diverse di accesso, in base all’Isee sono ancora disponibile il bonus tv, per comprare un apparecchio o un decoder che consenta di continuare a vedere le trasmissioni anche dopo il giugno 2022 che useranno una tecnologia satellitare. Il bonus biciclette (termine ultimo per fare richiesta il 15 febbraio) e ancora il bonus PC e per la connessione il bonus occhiali. Insomma laddove si voglia o ahimè si debba, stare attenti ad ogni spesa e purtroppo in questo periodo è una condizione in cui si trovano in molti, per risparmiare e ridare un pochino di slancio all’economia stando attenti ci si può riuscire. Fa un po’ sorridere che se da un lato si tenti in tutti i modi di incentivare la consapevolezza di quanto sia importante rispettare l’ambiente e inquinare il meno possibile, siano ancora, in moltissime città, gli edifici di proprietà pubblica quelli con impianti di riscaldamento a gasolio e che per abbassare le soglie del PM10, sia imposto ai privati di tenere una temperatura massima in casa propria (indipendentemente dal tipo di riscaldamento), mentre nei pubblici uffici si tengono temperature estive e finestre aperte in pieno inverno.


scritto da Carla Colledan il 28 gennaio 2021 



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